Sonnellino pomeridiano quando smettere?

Mi capita spesso di confrontarmi con mamme convinte, o fatte convinte, che il sonnellino pomeridiano abbia un età massima oltre cui necessariamente debba essere abbandonato, anche se questo richiede notevole sacrificio sia da parte dei genitori che del bambino.

Quello che mi sento assolutamente di dire in questi casi è che è sempre buona regola assecondare il bambino nelle sue necessità primarie.

Se il bambino dimostra ancora stanchezza nel primo pomeriggio o non si oppone, anzi chiede di voler dormire il pomeriggio, va semplicemente assecondato.

Ma anche nel caso in cui facesse dimostranze a voler dormire dopo pranzo, per poi però dimostrare nervosismo eccessivo e incontenibile nel tardo pomerriggio o sfasamenti nel sonno notturno, bisogna far capire al bambino che gli è necessario continuare il suo sonnellino pomeridiano.

E’ invece consigliabile, man mano che il bimbo cresce, proporre il momento sonno appena dopo pranzo, non troppo tardi quindi, e non dovrebbe durare oltre un’ora e mezza circa, questo per evitare che poi il bimbo non riesca ad addormentarsi in un giusto orario serale stabilito dalla routine familiare, quindi a fare le dovute ore di sonno notturne.

Quando il bambino, invece, sarà pronto a lasciare il sonno pomeridiano (solitamente in un età indicativa tra i 3 e i 6 anni), non solo richiederà di non dormire ma, permettendogli gradualmente di eliminarlo, sarà facile osservare che la mancanza del riposino non riporterà alcun effetto disastroso sulle sue abitudini quotidiane: attacchi di rabbia immotivati, stanchezza e irritabilità esagerate con l’inoltrarsi della giornata. Ed è questo l’unico vero parametro per capire se il bambino è pronto o meno a lasciare il sonnellino rigenerante del pomeriggio.

Bisogna poi considerare che molti esperti, in realtà, consigliano anche agli adulti un piccolo riposino di non più di 30 min dopo pranzo per ripartire al meglio e per favorire la salute psicofisica, questo a riprova di come non sia assolutamente definibile dannoso il sonnellino pomeridiano di un bimbo, ma anche sta volta pareri non richiesti o false convinzioni vanno contro gli interessi di genitori e figli.

In tutti gli ambiti dell’educazione e della cura, adulti che costringono un bambino a fare cose per cui non è pronto potrebbero poi ritrovarsi a dover affrontare capricci, meglio definibili come attacchi di rabbia, irritabilità estrema e forma di lamenti vari, apparentemente immotivati.

Osservazione e istinto genitoriale sono due strumenti basilari per evitare errori simili, chiudiamo le orecchie e apriamo il cuore…i nostri cuccioli hanno molto da dirci.

Marilina

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